Anime affini

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Esiste davvero una realtà esterna al nostro pensiero dove ci si incontra. Una realtà dove persone fisicamente lontane possono toccarsi, prendersi per mano, guardarsi negli occhi e, senza parlare, capirsi. Non succede a tutti, beninteso, e anche quando succede non tutti ne sono consapevoli. Succede e basta. È una questione di congiunzioni, di reciproche attrazioni che la mente di poche anime affini sperimenta.
Ne ero già convinta e ormai ne ho la prova certa. Dimostrarlo è forse impossibile. L’unica è crederci e vivere questo sposalizio mentale che nessuno può ostacolare.
Mi piace pensare che quella realtà condivisa esterna al nostro pensiero dove ci si incontra, per niente simile alle dimensioni terrene, sia piuttosto simile alla luna.
Sì, la luna ancora e sempre lei, femminea presenza, ambigua seduzione, due volti opposti coricati su un letto di stelle. Lì, a cavallo del suo disinvolto sorgere, calare e tramontare, sembra condensarsi tutto il miracolo dell’incontro tra due anime affini. Posare contemporaneamente lo sguardo sul suo dorato incedere, è come ritrovarsi insieme e raccontarsi le stesse emozioni.
In realtà, la luna, per quanto magica sia, è solo un meraviglioso pretesto, un’immagine interiore proiettata nel reale per esprimere un mistero che non ha parole. Riconoscersi nell’altro, questo è il vero miracolo. Quella realtà dove persone fisicamente lontane possono incontrarsi, toccarsi e senza parlare capirsi, non è lontana, non è sulla luna. Ma dentro di noi.