Straniera per un giorno

Guardare i propri luoghi con gli occhi di uno straniero è sempre una scoperta. Oggi ho accompagnato una ragazza americana e il suo compagno canadese a spasso per Lugano, in visita qui per la prima volta. Ripercorrere i passi che abitualmente faccio osservando i loro sguardi mi ha meravigliato, immedesimandomi in loro mi sono sentita anch’io per la prima volta ospite in una città nuova, insolitamente quieta e silenziosa, complice un temporale che pur avendo rubato il sole ha portato via anche molta gente. E questo a me piace! Le panchine rosse oggi abbandonate non mi hanno suscitato malinconia ma desiderio, un sentimento di attesa, anzi di promessa che qualcosa di gioioso animerà presto questo scenario apparentemente sospeso nel suo uggioso umore lacustre. 

Possibile che anche i panorami abbiano degli stati d’animo propri o siamo noi umani a proiettare all’esterno i nostri sentimenti, le nostre emozioni, passeggere a volte, ridondanti altre …

Fatto sta che oggi, finalmente il prato di Villa Ciani respira, lasciato intatto nella sua ordinata bellezza, senza intrusi umani troppo spesso incuranti del decoro urbano. Tutto, ogni angolo della città mi è sembrato nuovo illustrandolo ai miei nuovi giovani amici, che con gli occhi spalancati e fanciulleschi sorrisi sembravano nutrirsi le mente e il cuore di tante piccole cose belle. Tanti istanti da portare a casa come ricordo. Almeno a me piace immaginare sia così, in un gioco di specchi in cui è bello perdersi empaticamente.

Certo nei loro immensi Paesi tutto è amplificato, tanto da far sentire l’Essere umano una goccia nell’oceano. Forse anche per questo motivo i dettagli di una città, che per loro potrà rappresentare solo un piccolo villaggio, diventano preziosi: attimi da vivere, non solo spazi da occupare.

Perciò sono grata a Claudia e Clay per avermi fatto scoprire una Lugano più intima, bellissima anche senza il sole che amo, vestita di nuvole e vento. Una Lugano su misura per me, straniera per un giorno a casa propria.