Azienda Agricola Ferreri Caterina, un mare di bollicine nel cuore di Pantelleria

Torrida estate, effervescente frescura. Quando si pensa al vino siciliano, la mente corre quasi sempre ai rossi robusti dell’Etna o ai bianchi solari delle coste occidentali. Tuttavia, la Sicilia negli ultimi anni sta scrivendo un capitolo nuovo riguardo il vino: quello delle bollicine. Spumanti e vini frizzanti capaci di competere per carattere e finezza con le denominazioni del Nord Italia.

Nella realtà vinicola siciliana si inserisce quella di Pantelleria, un piccolo grande gioiello in cui domina la coltivazione ad alberello pantesco, tecnica agricola riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Un paesaggio unico, che identifica il carattere del territorio con quello della sua gente. A Pantelleria il grosso della produzione è legato al Passito e al Moscato dolce ma alcune cantine hanno sperimentato lo Zibibbo anche in chiave spumante, portando l’isola dentro la narrazione delle bollicine. 

Un esempio di successo è l’Azienda agricola Ferreri Caterina, dedita con passione alla coltivazione diretta dei propri appezzamenti terrieri. Da sempre, la famiglia ha perseguito l’amore per la vinificazione, con il fine di trasformare una parte del proprio prodotto in Passito e vino bianco.

Difatti nel 2002 è stata costruita la cantina, ubicata negli antichi dammusi già esistenti in località Praie, nella contrada di Tracino, nei pressi di Piazza Perugia.

L’Azienda è a conduzione familiare e abbraccia una proprietà terriera di tre ettari, situati in sette località diverse dell’Isola: Dietro Isola, Barone, Coste, Ghirlanda, Kania, Coste di Mueggen, Mueggen.

L’obiettivo principale dell’Azienda è quello di portare avanti la tradizione della viticultura dei propri avi, continuando a valorizzare la coltivazione ad alberello, producendo con il metodo naturale il Passito di Pantelleria “I Praie”

L’Azienda produce anche il “Filì”, un delicato vino bianco realizzato con uve Zibibbo e un vino spumante, il cui nome è “18 70 75”, prodotto con metodo classico, utilizzando i racemi dello Zibibbo. 

Restando affascinata dalle bollicine dello spumante “18 70 75”, l’Azienda si è “scapricciata” nella produzione di un nuovo vino frizzante, appositamente battezzato “Scapriccio”, prodotto con i racemi delle uve Zibibbo, utilizzando il metodo ancestrale. Un vino frizzante, fresco, leggero e profumato, come l’anima di chi lo produce“Baciami presto” è invece un vino rosso nato per rievocare il vino rosso del nonno di famiglia, che gelosamente lo conservava nelle sue botti, sulle quali scriveva con un gessetto “baciami presto” non vedendo l’ora di gustarne la bontà.

Per noi profani è un semplice piacere rinfrescarci durante le sere di un’estate particolarmente infuocata con un calice di sane bollicine. Servono però l’esperienza e la competenza tecnica di chi il vino lo studia da sempre per capirne appieno la ricchezza. È l’amico di famiglia, l’enologo Gaspare Signorelli, a spiegare cosa c’è dietro il piacere di sorseggiare questi vini: 

“La vendemmia inizia nella prima decade di agosto con la raccolta dei primi grappoli di Zibibbo, che vengono vinificati per ottenere la base del vino bianco Filì, un vino bianco molto aromatico con sentori di fiori e frutta dal colore bianco con riflessi giallini e verdolini, dal gusto avvolgente e persistente. Poi si passa alla raccolta dei grappoli di Zibibbo da destinare all’appassimento per circa 30 giorni nei graticci  da utilizzare nel mosto in fermentazione per la produzione del Passito I Prai. Il colore ricorda i tramonti o le albe di Pantelleria, mentre l’aroma evoca la confettura di albicocca e di fichi secchi, dal gusto dolce e avvolgente, con un finale di mandorla amara.

Nei primi di settembre si raccoglie il Pignatello o Perricone, chiamato a Pantelleria Nero Nostrale: vinificato al contatto delle bucce partorisce il “Baciami presto”, dal colore rosso rubino con riflessi violaci dall’aroma di frutti di bosco. Al gusto, con i suoi tannini vellutati, viene apprezzato anche freddo a 4 – 5 gradi.

Sempre nei primi di settembre si fa una seconda vendemmia nel vigneto di Zibibbo per raccogliere i racemi. Con il contenuto basso di zucchero è un corredo acido ideale per ottenere la base per la produzione del metodo classico “18 70 75”, dal perlage finissimo e persistente, dal colore bianco con riflessi gialli. L’aroma floreale è molto delicato al gusto, equilibrato e persistente.

Sempre con i racemi di Zibibbo si ottiene il frizzante ancestrale “Scapriccio”: questo 

prodotto conclude la fermentazione in bottiglia creando 2 atmosfere di pressione. Il colore è bianco e leggermente torbido con riflessi sul giallino, il perlage è fine e persistente; l’aroma è floreale e fruttato, al gusto equilibrato e piacevole, che invita ad essere sorseggiato lentamente a temperatura di 2 – 4 gradi. Il frizzante, grazie al fondo o feccino, è un prodotto che si evolve negli anni fino a resistere circa 5 anni. Ogni bottiglia è diversa dall’altra e, se non viene agitata, riempiendo i calici con delicatezza noteremo come ogni calice sarà diverso, unico. Questa caratteristica invita alla convivialità e a commentare, sorso dopo sorso, il piacere del bere vivace e leggero, regalando emozioni e serate indimenticabili”.

Sognando di poter sorseggiare anch’io un calice di “Baciami presto” o di “Scapriccio” avvolta da un tramonto pantesco inebriato di salsedine, condivido con i miei amici ticinesi queste allegre bollicine a casa mia, in Svizzera, volando col pensiero agli amici siciliani. Brindo a voi! Il lago di Lugano non è il mare di Pantelleria ma è bello sentirsi vicini, uniti da un fil rouge emotivo, nonostante la distanza. Un fil rouge fatto di bollicine! 

Paola Cerana con Gaspare Signorelli